Dalla Svezia al Giappone, dall’Olanda agli USA nuove ricerche svolte da scienziati di tutto il mondo stanno mettendo in luce sempre nuovi benefici legati all’assunzione di acidi grassi omega-3
Gli omega-3 aiutano i ragazzi a rinforzare le ossa
I ricercatori dell'Università svedese UMEA hanno pubblicato sul numero di marzo 2007 dell’American Journal of Clinical Nutrition uno studio condotto su 78 giovani, alcuni dei quali sono stati monitorati dai 16 ai 22 anni, in cui si evidenzia come coloro con i più alti livelli di acidi grassi omega-3, ed in particolare di DHA (acido docosaesanoico), mostrano una maggiore densità ossea. Questo studio "costituisce una ulteriore conferma che in organismi in fase di crescita gli acidi grassi omega-3 sono di grande aiuto alle ossa", hanno dichiarato il Dr. William Connor e il Dr. Chaim Vanek, commentando la loro ricerca.
Uno studio giapponese conferma ancora una volta che gli acidi grassi omega-3 proteggono il cuore
Nuove prove emergono da uno studio chiamato "JELIS" (Japan EPA Lipid Intervention Study) pubblicato dal giornale medico The Lancet nell'edizione del 31 marzo 2007 (vol. 369, pp. 1090-1098). Lo studio ha dimostrato che l'integrazione con acidi grassi omega-3 e con EPA (acido eicosapentaenoico) può portare ad una diminuzione del rischio di angina del 24% e di malattie coronariche non letali del 19%. Analizzando un campione di 18.645 pazienti per quattro anni e mezzo, lo studio ha evidenziato benefici significativi della salute cardiovascolare. Nell'editoriale che accompagna lo studio, il prof. Dariush Mozzafarian dell’Harvard Medical School e dell’Harvard School of Public Health plaude ai ricercatori dello JELIS, e afferma: "questi risultati dovrebbero sollecitare ulteriori studi clinici sugli effetti dell'olio di pesce...".
Ancora altre prove sulla capacità degli omega-3 di preservare le funzioni cerebrali
Un altro studio condotto da un gruppo di ricercatori olandesi ha preso in esame il declino delle capacità cognitive di un gruppo di persone di età compresa tra i 70 e gli 89 anni per un periodo di 5 anni. Pubblicato sul numero di aprile 2007 dell'American Journal of Clinical Nutririon (vol. 85,pp. 1142-1147), ha permesso di dimostrare come un più elevato consumo di pesce (e quindi livelli più elevati di EPA e DHA) è in grado di ridurre in modo significativo il declino cognitivo. I risultati sono stati particolarmente significativi nei soggetti con alta pressione sanguigna o alto tasso di colesterolo.
E ancora altre scoperte!
L'American Journal of Clinical Nutrition (vol. 85, pp. 1103-1111) ha pubblicato un secondo studio condotto dal Dr. May Beydoun dell'Università del Nord Carolina che ha evidenziato un declino più lento delle capacità verbali in presenza di maggiori livelli di EPA e DHA.
E ci sono ulteriori elementi sulla capacità degli acidi grassi omega-3 di difendere il cervello
In un editoriale che commentava i due articoli succitati, i pionieri delle ricerche sugli omega-3 William e Sonja Condor commentavano questi nuovi elementi, e altri forniti dallo "Studio di Minneapolis". La loro conclusione è che "in ciascuno di questi tre studi, gli acidi grassi omega-3 hanno agito ritardando il declino delle capacità cognitive". I due autori attribuiscono questi vantaggi alle proprietà anti-trombosi e anti-infiammatorie dell'EPA e alla prevenzione delle carenze di DHA (pp. 929-930 della stessa rivista).
Fonte del materiale: NEWS YOU CAN USE - 3 trimestre 2007
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